LA CRISI E' SOLO UN BRUTTO RICORDO

Dopo più di 7 anni di stenti e fondate preoccupazioni il tunnel della crisi economica propone le prime luci sbiadite di una tenue ripresa dei consumi. Si a livello nazionale che su scala regionale tutti gli indicatori hanno invertito seppur di poco il senso di marcia lasciando intravedere spiragli positivi per l’immediato futuro. In Abruzzo, complice il gran caldo ed una stagione estiva che non si ricordava in questi termini da almeno mezzo secolo,  ristoranti, alberghi, bar, pizzerie e locali commerciali in genere hanno registrato numeri da capogiro rimettendo inevitabilmente in moto dei meccanismi fermi purtroppo dall’inizio della congiuntura economica internazionale. “Ci sono tutte le premesse per un cauto ottimismo-ha riferito durante il programma “L’appetito vien parlando” l’economista e docente universitario Pino Mauro - il Prodotto Interno Lordo (PIL) è tornato a crescere di un 0,9% con tutte le credenziali per far meglio sin dal prossimo anno, il 2016. Tutto ciò nonostante i vincoli imposti dall’Unione Europea e dai cambiamenti strutturali in atto con la rivoluzione tecnologica che sta sostituendo il lavoro soprattutto in alcuni settori particolari come le agenzie di viaggio e l’editoria. Ecco perchè ad una lieve crescita del Pil non è ancora corrisposta una diminuzione della disoccupazione. La ripresa, tutto sommato, è il frutto di tre fattori contingenti come la caduta del prezzo del petrolio, la svalutazione dell’euro e l’immissione di nuova liquidità dalla banca centrale”. In molti si chiedono ancora se si poteva evitare qualcosa del dramma vissuto in questi anni dove centinaia di aziende hanno dovuto chiudere i battenti facendo perdere il lavoro a miglia e migliaia di giovani e meno giovani. “In effetti la crisi non è stata gestita affatto bene-ha spiegato con decisione e chiarezza Pino Mauro- la mancanza di forze endogene e gli eventi calamitosi del 2009 hanno finito solo per alimentare confusione e incertezze tra le numerose piccole imprese che costituiscono l’ossatura della nostra economia ma che non fanno purtroppo massa critica. La classe politica,inoltre, è risultata assolutamente impreparata a gestire il problema e non ha avuto il coraggio delle scelte”. Per bruciare le tappe della ripresa economica bisognerà avere le idee chiare partendo dalle nostre eccellenze. “Non c’è da perdere tempo-ha puntualizzato l’economista pescarese Mauro- l’industria,che ci ha permesso di evitare il peggio, ed il turismo dovranno essere i nostri cavalli di battaglia per vincere di slancio le sfide che ci aspettano. L’automotive e l’agroalimentare sono due settori d’eccellenza di fondamentale importanza e capaci di registrare dei segni positivi su cui puntare per vincere le sfide, spesso sleali, con i paesi emergenti che dopo la caduta del muro di Berlino ci hanno creato più di un semplice grattacapo. Bisogna investire sulle competenze e sul capitale umano cercando di scongiurare le fughe dei cervelli verso altri paesi perchè, a pensarci bene, rappresentano un autentico dramma per la nostra economia”.